... e metto una foto di Zeta.
È la stessa che gira da un pò, ma è l'unica che ho già in internet. Mi organizzerò per il futuro.
Il pezzettino di azzurro che vedete in fondo a sinistra è la felpa di Mimmi. Sono stati messi entrambi in posa con le minacce e da questo nasce la sua espressione strana.
Zeta è arrivato in casa nostra un mese dopo la morte del cane di mio marito, un'alano arlecchino. Non era periodo di cucciolate, lui era in allevamento perchè la persona che l'aveva acquistato, per una somma abbastanza considerevole, ce l'aveva riportato, visto che si era ammalato alle gambe, lo riteneva imperfetto.
Effettivamente aveva certe gambone... un' osteopatia, non sanno da cosa sia data, perchè non è genetica, ogni tanto capita.
Siamo arrivati in allevamento io, mio marito, l'allevatrice ed il custode, lui è uscito dalla cuccia, dinoccolato come possono essere i cuccioli a 6 mesi, magrissimo, con queste orecchione lunghe lunghe, io mi sono abbassata per farmi annusare le mani, lui si è avvicinato, mi ha guardato e mi ha baciato sulla bocca con la lingua. Mi sono alzata, ho guardato mio marito e gli ho detto, "prendi il cibo e la cuccia, lui viene via con noi." La prima notte ha dormito con noi a Brescia, poi siamo tornati in Toscana, durante il viaggio controllava ogni 10 minuti che io ci fossi ancora. Arrivata a casa ho messo in terra le valigie ed il suo materasso; lui è andato a cuccia, aveva capito che quella era CASA. Dopo 2 anni è arrivato Mimmi, quando siamo tornati dall'ospedale, l'ho beccato che infilava il muso nella carozzina, non capiva che cosa strana fosse, quella che avevamo portato a casa; naturalmente sentendo il nasone ghicciato sulla guancia, Mimmi si è girato muovendo le mani e lui è scappato a nascondersi. Quando abbiamo fatto il primo bagnetto a Mimmi, il cane era affacciato sulla porta del bagno, per vedere cosa stessimo facendo al suo bambino. Una volta al mare, il bambino era salito su una scala a pioli, noi eravamo lì vicino, il cane si è messo ad abbaiare sotto alla scala, perchè non voleva che ci salisse. Quando nei parchi giochi, Mimmi sale sul girabimbo, lui lo prende per la felpa e lo ferma, lo ritiene troppo pericoloso.
Non ha mai smesso di baciarmi, lo fa tuttora, la mattina quando mi vede e la sera quando lo metto a letto. Solo me. Raramente mio marito. La sua mamma sono io.
Era parecchio che non mettevo una giraffa.
È un periodo un po' bigio per me, scrivo poco nel mio blog e non commento nei vostri, amici. Perdonatemi, ho la testa dal bandito Giuliano, che non è in grande forma. Sperando nel meglio, tra poco comincerò il mio peregrinare tra la città ed il mare, dove porterò, a giorni, Mimmi ed i suoceri. Poi ci va mio marito, e io solo per una settimana. Devo aver sbagliato qualcosa nella mia vita, una volta non erano le mamme a stare al mare con i bambini ed i mariti in vacanza? beh, al mare con la suocera? meglio in città col cane!
Così io e Zeta facciamo i pendolari, arrivo al mare il venerdì e ritorno la domenica sera; i nostri ritorni sono sempre avventurosi; la maggior parte delle volte facciamo coda, diciamo per il 50 % dei 90 km che ci separano dalla città. Una volta per evitare la coda ho fatto una variante, una specie di prova speciale, che di solito funziona, solo che ho sbagliato un bivio, mi sono ritrovata sulla strada che avevo lasciato, ma 20 km prima! Tre anni fa ho dormito per una settimana sul divano, perchè il cane aveva deciso che se lui non avesse dormito nel letto accanto a me, non c'avrei dovuto dormire nemmeno io, perchè lui avrebbe pianto, tutta notte, fuori dalla porta. L'anno successivo ho fatto i patti chiari, subito, lui nella cuccia e io nel mio letto, senza possibilità di trattativa. La determinazione ha funzionato.

Eccomi dopo 4 giorni al paesello, per dare un'occhiata al bandito Giuliano.
Sono un po' stordita. Ho visto amici e amiche, qualche parente, ma per la maggior parte del tempo sono stata con i miei. Adesso devo rientrare nel ruolo di moglie-mamma-padrona, mi sento come Dott. Jekyll e Mr. Hyde.