lunedì, 31 luglio 2006
Postato da BiancaRaffa
è cominciato così,

ma fortunatamente è finito così.
venerdì, 28 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaIn questi giorni per non fare danno altrove, mi sono messa ad informatizzare l’archivio, cosa che è da mesi che devo fare. Dal momento che se inserisco male un nome non muore nessuno, è parecchio meglio che avere rapporti sociali. Ma almeno alle telefonate devo rispondere.
Mi chiama una cliente un pò alterata perché nonostante abbia affittato la casa a marzo riceve ancora le bollette della Telecom e del gas a suo nome. Dal momento che mi occupo io delle volture, e di solito non ho problemi, mi armo di pazienza e chiamo.
Per il gas no problem, risolvo brevemente. La Telecom mi fa aspettare un tot, alla fine mi risponde un operatore con una voce fiacca ed indisponente che era tutto un programma. Fa un sacco di storie, che con le volture le bollette ci impiegano qualche mese (cinque?) a regolarizzarsi. Per darmi la data esatta di voltura ha voluto il mio nome, cognome, il titolo che ho per chiedere queste informazioni, codice fiscale e numero del documento di identità, e io ligia alla legge sulla tutela della privacy (degli altri) glieli ho dati. Arrivederci grazie e riattacco innervosita.
Mi giro verso il mio capo e gli dico “ Tra tutti quelli gentili della Telecom, doveva capitarmi questo stronzo! Ci mancava volesse anche il numero di scarpe!” Lui ride. Sto sistemando la pratica, suona il telefono, rispondo, ma non riesco a prenderle la linea, dico lo stesso “pronto ?” e dall’altra parte una voce, stranamente arzilla “Signora, sono lo stronzo di prima, può riattaccare il telefono?” “Va bene!” dico con un soffio e mi scavo una fossa sotto la scrivania!
Se oggi non dovessi riuscire a scrivere altro, vi auguro buon fine settimana.
giovedì, 27 luglio 2006
Postato da BiancaRaffa
Non c'è bisogno di piselli, c'è bisogno di cervelli!
giovedì, 27 luglio 2006
Postato da BiancaRaffa
Speriamo migliori con la crescita perchè mi sembra bruttino bruttino.
mercoledì, 26 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaVediamo se mi aiutate a fare chiarezza. Mia sorella, figlia di mio padre ma non di mia madre, lunedì aveva un operazione all'anca. Ci siamo messaggiate sabato e domenica per alcuni dubbi che lei aveva sull' anestesia epidurale. In precedenza le avevo detto che, se voleva, andavo da lei a Monfalcone in ospedale per la durata della degenza, ma mi ha risposto che non ne aveva biosgno.
Capisco che non mi volesse tra i piedi visto che sua madre mi vede come fumo degli occhi tra l'alzaimer, che preferisco chiamare arteriosclerosi, rende più l'idea, e i vecchi rancori di un matrimonio finito più o meno 45 anni fa (ma io cosa c'entro?). Infatti me ne sono ben guardata dal fare qualche carrambata com'è nel mio carattere.
Domenica il mio ultimo sms era: "fammi sapere appena puoi, o tu o chi è con te, (so che c'è un'amica) com'è andata e come stai, e ricordati che in qualsiasi momento prendo la macchina e parto". La sua risposta è stata "non preoccuparti".
Il chiarimento del quale ho bisogno da voi è sul significato delle parole "appena puoi". Per me vuol dire che ne so, lunedi pomeriggio verso le 15, al massimo lunedì sera. Forse nel Friuli la parola ha un altro significato dal momento che a ora, mercoledì ore 12, io non so NIENTE! nemmeno se è viva!
Papà, tu mi hai detto: "preoccupati di tua sorella, che non ha nessuno (lei!)!" io lo faccio e mi preoccupo, ma quanto pare devo fare tutto da sola!
La cosa che mi da più fastidio è che mi tocca dare ragione a mia madre, che vede mia sorella (e sua madre) colpevoli di tutti i mali del mondo, incluso il buco nell'ozono e la guarra in medio oriente, e che dice che "le piove anche davanti" che è un tipico modo dire bresciano, che significa che è una persona dotata di poco intelleto e di poca capacità organizzativa e gestionale di alcunchè.
martedì, 25 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaSono pochi i traguardi che tenacia e perizia
non possono raggiungere;
le grandi conquiste non si realizzano con la forza,
ma con la perseveranza.
Samuel Johnson
martedì, 25 luglio 2006
lunedì, 24 luglio 2006
giovedì, 20 luglio 2006
Postato da BiancaRaffa..racconto del mio tagliando. Ecografia addominale per controllare stomaco, fegato, vescica, cistifellea, milza, reni, ovaie, e percorso aortico. Il percorso aortico perchè nel '96 il bandito Giuliano è stato operato di aneurisma addominale, ed è ereditario. Il resto per normale routine preventiva.
Esito? ciste congenita sopra al rene che sapevo già di avere, forse una ciste ovarica da ricontrollare tra un paio di mesi. Il resto tutto normale. Tagliando fatto! Grazie amiche.
mercoledì, 19 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaBiancaraffa ieri aveva un ecografia addominale, si sa ad una certa età un tagliando ci vuole. L'appuntamento era alle tre del pomeriggio.
Secondo voi cosa può succedere a Biancaraffa, diguna dalla sera prima, con la vescica piena, mentre nell'assolato pomeriggio si reca all'ospedale?
ma naturalmente che si fermi la macchina in mezzo alla strada!
Morta improvvisamente, mentre andavo, giusto il tempo di mettermi un poco di lato e di accendere le quattro frecce.
Panico! anche perchè ero in orario per l'appuntamento, ma con la macchina ferma rischiavo di arrivare in ritardo, mio marito era in moto e non mi rispondeva al telefono.
Ho spolverato le mie poche nozioni di rianimazione automobilistica e sono riuscita a farla ripartire. Una volta parcheggiata nei pressi dell'ospedale, al mio ritorno si è categoricamente rifutata di accendersi, richiedendo l'intervento del meccanico.
A dimenticavo, la macchina non era la mia Punto, quella che ho perso un mese fa, ma la preziosissima monovolume di Mastro Lindo. Giornata pessima ieri.
lunedì, 17 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaDopo la morte di mio padre, ho detto in varie occasioni a mia madre che se dovesse trovare un altro uomo, non mi importerebbe se lo frequentasse. Cum modus in rerum, naturamente, ma se tra qualche anno dovesse trovare una persona che le vuole bene, che passa un pò di tempo con lei, con la quale sta bene, perchè no? non sarà mai mio padre, questo è certo, ma trovo giusto che si rifaccia una vita, è ancora giovane.
Di parere contrario naturalmente mio marito che ha espresso con veemenza il suo disaccordo, ma visto che non sarebbe un problema suo, non viene preso minimamente in considerazione. Lui vorrebbe avere gli onori dell'uomo di casa senza averne gli oneri.
Su questa cosa abbiamo riso parecchio e mia madre la racconta a conoscenti vedove e vedovi, che hanno i figli contrari ad un eventuale nuovo matrimonio, le sembra un vanto avere la figlia "illluminata".
Ecco, forse l'ha raccontata ad un vedovo di troppo. Sabato è passato a trovarla un nostro conoscente, vedovo due volte. Non so se avesse già qualche idea prima di arrivare o se gli si sia è sviluppata nella conversazione, ritengo che mia madre sia dotata di un occhio abbastanza smaliziato, e se ne sia ben guardata dal raccontagli alcunchè di incoraggiante.
Fatto stà che il signore si è sentito autorizzato al fare delle avance alla Rosetta, tanto da costringerla varie volte a frapporre il tavolo tra di loro, sperando, vanamente, nel provvidenziale arrivo di qualche parente o amico che la togliesse dall'impasse.
Mentre mi raccontava, scandalizzata, l'accaduto, io ero letteralmente piegata dal ridere, perchè mi immaginavo la scena. E naturalmente non ho raccontato niente a mio marito. Che sono scema?
domenica, 16 luglio 2006
Postato da BiancaRaffa

Mia madre e mio padre, essendo vicini di casa, si conoscevano da sempre, ma avendo lui 20 anni di più, erano diciamo su due pianeti diversi.
Mia madre ha perso il padre, classe 1890, nel 1960, nel 1962 ha scoperto mio padre. Oddio non so chi dei due abbia scoperto l’altro. Lui era uomo di cultura, il maestro del luogo, proveniente da un famiglia che nell’ottocento era proprietaria di mezzo paese, ma grazie alle dissennatezze del mio bisnonno, le proprietà erano andate tutte perdute. Ma si sa la classe non è acqua, e quindi il bandito Giuliano si ritrovava il fascino maledetto di quarantenne, separato dalla moglie, reduce di guerra, con il giusto grado di cultura ed un buona posizione sociale, che ad una ragazza poco più che ventenne attizza parecchio!
Ma nemmeno la bella Rosetta era un cattivo partito, buona famiglia anche se non benestante, ma con casa di proprietà, fisico formoso come era richiesto negli anni sessanta, spiritosa, ironica, indipendente. Il suo fidanzato era morto annegato misteriosamente qualche anno prima. Misteriosamente si fa per dire, se l’ex marinaretto decide di fare un’ immersione nel lago con lo scafandro, senza controllare l’attrezzatura, c’è poco mistero, è un cretino, parlandone come da vivo, naturalmente.
Bene i nostri piccioncini nell’estate del 1962 decidono di fare il botto, vanno a vivere insieme. Tralascio il gossip che la liason ha creato nel paese, tale da costare il trasferimento d’ufficio della cattedra di maestro di mio padre, ad un paese vicino.
Ed il nostro Romeo dove decide di portare la novella “sposa”, lontana dalle maldicenze paesane? nella nostra casa di Udine, anzi per la precisione a 60 km da Udine, che se urlate forte è più probabile che vi sentano in Austria che in Italia e che vi rispondano in tedesco piuttosto che in italiano.
Adesso, nel 2006, quando arrivate vi sembra di arrivare in un altra epoca; paese di 30 abitanti, strada di montagna, silenzio assordante. Mi immagino la faccia di mia madre più di quaranta anni fa, soprattutto nell’ultimo tratto di strada.
A questo posto, a queste montagne, mio padre è sempre stato tanto affezionato e si è sempre sentito un pò “carinelo” (carinco), tanto da parlarne la lingua con pronuncia perfetta.
Anche mia nonna materna, alla fine si è affezionata al posto. Da fanatica cercatrice di funghi che era, si passava i suoi bei tre mesi estivi in montagna, andando per boschi. Vita sana e movimento, l’ideale per un’ ottantenne. Un po meno per una quindicenne, ma questa è una altra storia.
Nella mia famiglia di origine abbiamo una strana idea dell’aldilà: crediamo che le persone una volta morte, “in spirito” a volte ci seguano stile angelo custode, mentre a volte stazionino nei posti che hanno più amato da vivi. Infatti io immagino mio padre che rincorre galli forcelli o pernici bianche sul Monte Zoncolan con i suoi amici Tobia e Barba.
Domani mia madre si trasferisce a Udine per i prossimi quattro o cinque o forse sei mesi (e chi l’ha capito?), con la Panda, farà i suoi 380 km. Vuole farlo da sola, negli anni scorsi l’avevo accompagnata, ma è giusto che faccia come vuole, che campa di più. E io non mi faccio quasi 1000 km in un fine settimana, in un circolo perverso Siena, Brescia, Udine, Siena.
Stamattina è andata al cimitero a salutare le spoglie dei congiunti. Davanti alla tomba di mio padre gli ha detto “Domani parto, ci vediamo su!”, davanti alla tomba di mia nonna ha detto “Ci vediamo su, aspettami!”, davanti alla tomba di mio nonno: “Eh no papà, tu aspetti qua, non sapresti dove venire. O di fai portare da tua moglie o ci vediamo al mio ritorno.”.
E bella bella se ne è uscita dal cimitero, lasciando il nonno nella morsa della scelta tra rimanere nel caldo delle prealpi bresciane o farsi guidare dalla moglie nelle fresche montagne carniche.
venerdì, 14 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaPremetto che Sofri non mi piace, come non mi piacciono tutti gli ideologi politici dell'eversione ad ogni costo e con ogni mezzo, redenti o meno. Trovo però che scriva molto bene e in questo caso, come già l'anno scorso a luglio ha scritto una cosa molto bella sul Palio. Leggetevela se avete tempo, è uno dei pochi che non si limita a giudicare a priori ma che analizza il contesto.
Il Palio di luglio visto da Adriano Sofri
venerdì, 14 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaI
eri ero a Città della Pieve (e non Città di Castello, mi raccomando non fate confusione!) per lavoro. Visto che non era tardissimo abbiamo approfittato per fare un giretto per la cittadina dove non ero mai stata. La presenza del set della fiction "Carabinieri" si sente e si vede. Secondo me ha dato un bella mano alla loro economia turistica.
Ho passeggiato per le vie ed i vicoli e ho trovato anche questo. 
Il vicolo è piccolossimo, al di sotto del metro di larghezza, per capirci una persona un pò "spallata" tipo mio marito si incastrerebbe di certo, ma è tanto romantico.
Con questo dichiaro aperto il fine settimana: il programma è di trascorrerlo a casa a fare la brava massaia. (che parlando di me è sempre un eufemismo) per "rimettere il male" degli ultimi due mesi girovaghi. L'espressione "rimettere il male" è usata da mia suocera e fa parte del suo vocabolario per esorcizzare "quel diavolo di sporco e il demonio del disordine". Ma il male di che! se dal lunedì mattina al venerdi pomeriggio lavoro, e il venerdì alle cinque si parte per il mare, rientrando a casa la domenca notte, nei ritagli di tempo faccio quello che posso, non posso stare sveglia la notte a spolverare!!!
Ehi! cosa sono questi sorrisetti? Nooo, per piacere! non ventilate MAI questa possibilità ai miei congiunti. Conoscendoli, nelle mie notti insonni, sarebbero capaci di alzarsi e venire a dirmi "Ma già che sei sveglia, potresti fare qualcosa!".
Dal momento che io sono sostanzialmente un'eversiva, già da ora comincio a sperare che marito e figlio trovino il tempo di montare la piscina in terrezzo in modo da avere la spiaggia personale per il prossimi due mesi. Piscina nella quale tenterò di annegare la suocera, l'esorcista e "quel divolo di sporco"!
martedì, 11 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaCredo che diventiamo quello che siamo perchè ci sono persone ed esperienze che ci segnano.
Di getto, sabato notte, ho scritto in breve di Milena.
Lei era la mia amica, la compagna di banco delle magistrali, “la mia coscienza” che faceva di tutto perché facessi le cose giuste e ma sopratutto non facessi quelle sbagliate. Ma era anche la ragazza che mi ringraziava di averla aiutata quando voleva smettere la scuola, “perché senza di te non ce l’avrei fatta, all’inizio era tutto troppo diverso “ e insieme, nei nostri quindici anni, abbiamo accettato il nostro essere diverse dagli altri, ma uguali tra noi, alte alte, più della media. Poi le strade si sono divise, ma non perdute, qualche telefonata, qualche cena, incontri casuali, fino all’ultimo, in estate. Io e i miei soliti casini, lei ed il marito psicologo, uno strano sguardo il suo, di finta disapprovazione, al mio modo di essere ancora “l’anima della festa”, quando lei era già “sistemata”. Qualche mese dopo l’incontro con il mio futuro marito, coupe de fudre, sposata in cinque mesi. La voglia di chiamarla di dirle “Ehi, Grillo Parlante, ho messo la testa a posto, tra un mese mi sposo!”. Ho aspettato troppo, perché un giorno di febbraio ho letto uno sterile necrologio sul giornale, ho cercato delle informazioni, un incidente? No, si è impiccata all’armadio della sua camera da letto, nella sua vita, evidentemente solo apparentemente, perfetta. Ho cercato tra gli amici una spiegazione, una ragione del suo male di vivere ma non l’ho trovata. La sogno e l’ho sognata spesso, bella, solare, mi dice “sai, non sono morta” oppure “eccomi sono tornata, era un scherzo”. Sono passati dieci anni, abito a 400 km di distanza, ma è sempre con me, con il suo sorriso, a volte vedo in altri il suo modo di mangiarsi le labbra o le sue mani. E nonostante il trascorrere del tempo, non passa il senso di colpa per non aver capito, per non esserci stata quando lei aveva voglia di un amica per fare passare quel momento difficile, che forse non avrebbe spezzato la sua vita a 29 anni.
E chi mi conosce capirà finalmente perchè dico sempre "Io sono qui!".
sabato, 08 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaRingrazio Viv per l'impareggiabile supporto logistico durante la mia assenza.
Eccomi qua. Tornata, abbastanza contenta, tante cosa da raccontare. Ci aggiorniamo ai prossimi giorni.
martedì, 04 luglio 2006
Postato da vnnvvvnBuongiorno A Tutti.
Questo è un post su commissione!.
La nostra Giraffina è partita.
Il di lei marito aveva scaldato i buoi e quindi ieri sera la decisione, improvvisa, della partenza!
Rientra, come detto un paio di post fa, lunedì... seguiranno, ove previsti, aggiornamenti.
Buona settimana a tutti i viandanti di questo blog.
lunedì, 03 luglio 2006
Postato da BiancaRaffaAllora ricapitolo: dovevamo partire stasera per andar da mia mamma, ma vista l'aria che tira in ufficio (il capo ha comunicato via e-mail alla mia collega olandese, che da oggi intende fare a meno della sua consulenza) e il fatto che sono appena rientrata dal mare, l'ideale sarebbe partire domani, magari durante la partita, visto che non ce ne importa niete. Ma mio marito dice che tre giorni sono pochi, visto che venerdì sera bisognarebbe tornare perchè lui sabato lavora, e con tre giorni non riusciamo a fare niente. A prescindere che io vado a Brescia appunto per non fare niente, e non intenderei farmi trascinare in giro per il nord Italia solo perchè lui si annoia,questa sera al mio ritorno a casa farò la controproposta di andare su da sola sabato, di portare mammà a Udine e di tornare al massimo martedì. Anche perchè se mia mamma non avesse saputo niente era più facile fare e disfare, ma adesso ci sta aspettando, e ci resta male.
Ma quanto sono stufa, non accontento mai nessuno, faccio i salti mortali e finisce che tutti si sentono autorizzati a mettermi i piedi in testa e a rendermi infelice e colpevole.
Adesso capisco il detto "moglie e buoi dei paesi tuoi", almeno non dovevano usare i buoi per portare la moglie dai parenti! a parte il fatto che la moglie in oggetto potrebbe andare senza buoi del marito ma con gli asini di Trenitalia, se il marito non fosse così egocentrico.
lunedì, 03 luglio 2006
Postato da BiancaRaffa